Psicoterapia psicoanalitica per giovani adulti e adolescenti hikikomori

Fiorenzo Ranieri

Pubblicato l’articolo: Ranieri F. (2018). PSYCHOANALYTIC PSYCHOTHERAPY FOR HIKIKOMORI YOUNG ADULTS AND ADOLESCENTS. British Journal of Psychotherapy. Volume 34, Issue 4, pages 623–642, doi: 10.1111/bjp.12398 – https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/bjp.12398

Di seguito la traduzione del riassunto:

L’hikikomori è un bambino, un adolescente o un giovane adulto che si reclude volontariamente nella propria casa per lunghi periodi non mostrando segni evidenti di disagio psicologico o disagio mentale conclamato come la schizofrenia o un disturbo dello spettro autistico, la disabilità intellettiva o i classici sintomi di uno stato depressivo. Questo fenomeno è stato descritto per la prima volta in Giappone ma diverse ricerche mostrano che si sta diffondendo in molti paesi del mondo. L’autore descrive questa particolare forma di ritiro sociale estremo da un punto di vista antropologico, psichiatrico e della psicologia dello sviluppo mettendo a confronto i diversi punti di vista del dibattito scientifico in corso. Ipotizza poi che la scelta di diventare un hikikomori venga presa dalla persona nel tentativo di trovare una soluzione alle difficoltà nelle relazioni con se stesso e con gli altri. La decisione di auto – recludersi si trasforma rapidamente in una trappola. In questa condizione l’individuo viene imprigionato in complessi meccanismi di funzionamento della mente che imbrigliano e coartano l’indipendenza e l’autonomia personale. Ciò è dovuto al fatto che con il ritiro una organizzazione di personalità patologica precostituitasi durante gli anni della prima infanzia che prende progressivamente il controllo del mondo interno spingendo verso stati mentali e comportamenti anti evolutivi. L’articolo prosegue con alcune riflessioni per il trattamento individuale con psicoterapia psicoanalitica degli adolescenti e dei giovani adulti in ritiro sociale estremo. Vengono utilizzati come modello di riferimento i “rifugi della mente” di John Steiner per analizzare le caratteristiche della relazione terapeutica e alcune modalità tecniche della psicoterapia. La descrizione di un trattamento condotto per quattro anni con un giovane adulto hikikomori completa l’articolo e consente ulteriori riflessioni cliniche.

Nuove forme del disagio giovanile: strumenti di comprensione e intervento

Evento Formativo riservato al personale Az Usl Toscana Sud Est – Sede Sala Conferenze Biblioteca Ospedale S. Donato Arezzo

Fiorenzo Ranieri

La Metamorfosi di Kafka e la famiglia hikikomori

Fiorenzo Ranieri

Difficile dimenticare il fulminante incipit del racconto “La metamorfosi” di Franz Kafka:

«Gregorio Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta del letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi.(1)».

Meno facile cogliere questo risveglio come una metafora del primo giorno di vita da hikikomori.


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Hikikomori , nuovo articolo sulla rivista “Scandinavian Journal of Child and Adolescent Psychiatry and Psychology”

Hikikomori: debating a XXI century phenomenon from a clinical point of view

Fiorenzo Ranieri * / Luciano Luccherino

Keywords : extreme social withdrawal , hikikomori , modularity , therapeutic programs , voluntary self-reclusion

Citation Information : Scandinavian Journal of Child and Adolescent Psychiatry and Psychology. VOLUME 5 , Pages 1-8 , ISSN (Online) 2245-8875, DOI: 10.21307/sjcapp-2018-002, Jan 2017 © 2018.

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Autolesionismo: ricerca di attenzione o ricerca di attaccamento?

Fiorenzo Ranieri

Beacon House è un Servizio per la salute mentale per bambini e giovani, famiglie e adulti che mostrano problemi emotivi e comportamentali, conflitti relazionali, patologie psichiatriche. E’ costituito da un team di psicologi, psichiatri, psicoterapeuti e terapisti occupazionali professionisti, e operano in Gran Bretagna offrendo un’ampia gamma di interventi sia di assessment che terapeutici e riabilitativi Questo Servizio ha focalizzato il proprio campo di intervento in particolare sugli effetti del trauma e sui disturbi dell’attaccamento. Il sito di questo team è http://beaconhouse.org.uk/ . In questo articolo propongo dal sito di Beacon House uno stralcio di un interessante lavoro sull’autolesionismo, un comportamento di auto danneggiamento sempre più frequente tra gli adolescenti. L’articolo è stato scritto da Shoshanah Lione, psicologo clinico.

“È come se l’autolesionismo fosse l’unico amico che possa farmi sentire meglio”. Continua a leggere Autolesionismo: ricerca di attenzione o ricerca di attaccamento?

Hikikomori in senso stretto, quasi hikikomori, persone che vorrebbero chiudersi in casa

Fiorenzo Ranieri –

Nel settembre del 2016 l’Ufficio di Gabinetto del governo giapponese ha pubblicato la terza indagine ufficiale sul fenomeno degli hikikomori in Giappone dopo le ricerche condotte nel 2003 e del 2010. Il titolo della ricerca è “Wakamono no seikatsu ni kansuru cho¯ sa ho¯ kokusho” (Relazione di ricerca sulla vita dei giovani). Il rapporto aggiorna la figura delle persone in ritiro sociale o prossimi a questa scelta di vita. Il report ha un taglio descrittivo, i dati vengono presentati senza discussione, analisi statistiche o interpretazioni dei risultati. Nonostante ciò si definiscono tre tipologie o condizioni di ritiro sociale. Presentiamo una sintesi dei dati, facendo riferimento al lavoro di Hamasaki, Tajan e Pionnié-Dax pubblicato in francese quest’anno (2017).

Gli hikikomori in senso stretto

Sono persone che lasciano la propria camera ma non la propria casa, oppure che in qualche raro caso escono dalla propria abitazione, ad esempio per recarsi in un negozio di alimentari o cose simili, rimanendo comunque nelle vicinanze dell’edificio e nell’area del proprio quartiere.

I quasi hikikomori

Sono i ragazzi e i giovani in ritiro che si concedono delle uscite anche per i propri hobby. Come gli hikikomori in senso stretto sono in una condizione di ritiro da più di sei mesi. Non sono stati considerati hikikomori in senso stretto o quasi hikikomori tutti coloro che si trovano a casa per una malattia fisica, che hanno una diagnosi di schizofrenia, che sono in stato di gravidanza o post partum. Sono anche esclusi dal gruppo degli hikikomori coloro che rimangono a casa per la cura e l’educazione dei bambini, chi è casalinga o governante.

Persone che vorrebbero diventare hikikomori: i gruppi di affinità

Dalla ricerca è emerso un interessante gruppo di soggetti che è stato raggruppato sotto la voce “gruppi di affinità”. Si tratta di persone che sentono simpatia per gli hikikomori, che li capiscono, che esprimono il desiderio di rinchiudersi. In modo più dettagliato all’indagine rispondono: “Capisco i sentimenti di coloro che sono chiusi a casa o in camera e non escono mai”, “Ho già pensato che anche a me mi piacerebbe rinchiudermi a casa o nella mia stanza”, “Se capita un evento spiacevole, non vorrei più andare fuori”, “Se c’è una ragione, penso sia normale rinchiudersi in casa o in camera”. Continua a leggere Hikikomori in senso stretto, quasi hikikomori, persone che vorrebbero chiudersi in casa

Giovani e Pornografia

Interventi dal convegno “Giovani e pornografia. Gli effetti devianti sull’eros giovanile”. Il convegno si è tenuto il 20 e 21 ottobre a Lucca, organizzato dalla dottoressa Daniela Melchiore della Società medico Chirurgica Lucchese.

Razionale scientifico

di Daniela Melchiorre

Secondo uno studio recente svolto a Bologna il 95,5 % dei ragazzi fra i 12 e i 15 anni frequenta siti porno. E’ un dato allarmante a cui va collegato quello relativo all’età in cui per la prima volta il giovane individuo entra in contatto con il mondo della pornografia. Infatti l’età in cui per la prima volta è stato visitato un sito porno da parte dei 600 preadolescenti che hanno partecipato allo studio è di soli 9 anni. L’argomento del convegno che la Società Medico Chirurgica ha scelto di affrontare quest’anno, nasce dall’esigenza di analizzare non solo il problema in sé, che secondo i dati presenti in letteratura presenta aspetti inattesi e preoccupanti, ma soprattutto il mezzo attraverso cui il problema si genera, rendendone assolutamente difficile la gestione. Owens nel 2012 descrive come la pornografia conosciuta attraverso internet possa modificare i comportamenti non solo sessuali degli adolescenti, inducendo atteggiamenti violenti da parte dei ragazzi nei confronti delle ragazze e viceversa. Inoltre, la pornografia online può interferire anche sulla percezione del Sé. Può accadere che sia le ragazze che i ragazzi si percepiscano fisicamente e prestazionalmente come inferiori rispetto ai modelli che vedono nel materiale pornografico, senza considerare la percezione distorta dell’atto sessuale come mero scambio fisico e non come profondo (e rispettoso) scambio affettivo. In tal modo viene a configurarsi un eros giovanile impoverito della scoperta di sé anche attraverso la relazione sentimentale con l’altro, incrinando nel tempo la fiducia in se stessi e aprendo la strada ad una generazione che rischia di non avere punti di riferimento solidi e soprattutto reali. Continua a leggere Giovani e Pornografia

Amae e Hikikomori

Fiorenzo Ranieri –

In un recente articolo Matthew H. Bowker (2016) avanza una interessante ipotesi circa il rapporto tra hikikomori e l’amae, il termine con cui in Giappone viene descritto l’amore particolarmente indulgente della madre per il proprio bambino. Il titolo dell’articolo grossolanamente tradotto è “Hikikomori come desiderio deturpato: indulgenza, mistificazione e vittimizzazione nel fenomeno dell’isolamento sociale estremo in Giappone”. Browker fa presente che fino a questo momento le relazioni amae tra madre e bambino sono state ritenute una delle cause dell’hikikomori (si veda a tal proposito l’articolo di Bellagamba su questo sito). L’autore invece avanza l’ipotesi che l’hikikomori sia da attribuire piuttosto alla l’assenza o perdita di indulgenza emotiva tra madre e bambino, fatto questo che porta alla fine l’individuo alla vergogna, alla confusione, alla auto-incarcerazione e anche alla vittimizzazione della propria famiglia.

Ma cosa è l’amae, e perché sarebbe così importante per lo sviluppo del bambino? Continua a leggere Amae e Hikikomori

Frankenstein o del dismorfismo corporeo

Fiorenzo Ranieri –

Il disturbo di dismorfismo corporeo (Body Dysmorphic Disorder, BDD) consiste in una persistente e dolorosa preoccupazione per supposte malformazioni, difetti e imperfezioni fisiche e corporee[1]. La bruttezza immaginaria può essere uno dei principali motivi per cui un adolescente decide di ritirarsi dalla scuola e dalla società. Scrive Pietropolli Charmet: “Ho conosciuto molti adolescenti convinti di essere brutti, altri non lo erano affatto, e altri ancora erano “carini”, come si suol dire alla loro età. Però erano convinti che la bruttezza li caratterizzasse in modo implacabile e ne traevano le debite conclusioni. Gli adolescenti (..) prima o poi rinunciavano al supplizio quotidiano. Inventavano una scusa relativa (..) e scomparivano dalla circolazione o meglio ritiravano dalla visibilità il proprio corpo. (..) Non è facile accorgersi che i ragazzi soffrono per la loro incurabile bruttezza, perché se ne vergognano[2].

Di seguito riporto alcune riflessioni sul dismorfismo corporeo tratte dal libro di Alessandra Lemma “Sotto la pelle. Psicoanalisi delle modificazioni corporee” del 2011. Il sintomo della Bruttezza è illustrato attraverso la complessa analisi del racconto “Frankenstein” di M. Shelley, in cui lo scienziato Frankenstein non è colpevole di aver creato un mostro ma di non essere capace di amarlo nonostante il suo aspetto, perché sia la bellezza che la bruttezza non costituiscono proprietà intrinseche dell’altro ma rappresentano un’esperienza emotiva interna, identificata proiettivamente nel corpo dell’altro: quindi, sia la bellezza che la bruttezza hanno un senso interattivo ed intersoggettivo [3]. Il brano proposto è tratto dal quarto capitolo del libro. Continua a leggere Frankenstein o del dismorfismo corporeo

Psicoterapia espressiva breve di gruppo per preadolescenti

Fiorenzo Ranieri –

I ragazzi e le ragazze che iniziano la scuola media attraversano un momento molto delicato della loro vita affettiva e relazionale. In questo periodo sono possibili segni di disagio come ansia, tristezza, eccessiva timidezza, ritiro sociale che richiedono in alcuni casi l’intervento dei Servizi di Salute Mentale. La psicoterapia breve di gruppo è un intervento indirizzato a preadolescenti (11-12 anni) con disturbi da internalizzazione. Continua a leggere Psicoterapia espressiva breve di gruppo per preadolescenti