Fiorenzo Ranieri
Nel lavoro clinico con adulti e adolescenti, una delle principali sfide è comprendere come un evento traumatico o eccessivamente coinvolgente abbia modificato la vita di una persona. Non parliamo soltanto dei sintomi, ma dello sconvolgimento della continuità esistenziale: relazioni, energia, funzionamento quotidiano, percezione di sé, capacità di immaginare il futuro. È un cambiamento spesso silenzioso, che non sempre emerge nei colloqui iniziali e che può restare sommerso per mesi, a volte anni. Nell’approccio psicoterapeutico, il colloquio clinico rimane lo strumento principale per cogliere: la dimensione soggettiva del trauma, il modo in cui la persona ne parla (o non ne parla), la qualità delle sue relazioni, i vissuti corporei e affettivi legati all’esperienza, la capacità di rappresentarla mentalmente. L’incontro clinico – soprattutto in adolescenza – è lo spazio in cui il terapeuta può osservare direttamente aspetti che nessun questionario riesce a catturare: oscillazioni emotive, modalità difensive, micro-ritiri, improvvisi vuoti attentivi quando si sfiora un ricordo difficile. Accanto al colloquio, alcuni strumenti possono offrire un punto di vista complementare: non sostituiscono la relazione terapeutica, ma permettono di esplorare aree che spesso restano oscure, perché la persona non sa come descriverle, non pensa siano importanti, le minimizza o le normalizza, perché emergono solo se indagate con domande specifiche.

Strumenti brevi, somministrabili anche come colloqui semi-strutturati, permettono di entrare con delicatezza – e con un linguaggio condiviso a livello internazionale – nelle dimensioni più colpite da un trauma: funzionamento quotidiano, qualità della vita percepita, partecipazione sociale, sensazione di essere ancora “se stessi”.
In quest’ottica sono utili due strumenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), utilizzabili sia singolarmente che congiuntamente con adulti e adolescenti dai 15 anni in su: il WHOQOL-BREF valuta la qualità della vita percepita) e il WHODAS 2.0 (36 item) che indaga sul funzionamento e disabilità secondo il modello ICF. Si tratta di questionari brevi, chiari, applicabili in contesti clinici, psicoterapeutici e – quando necessario – anche in valutazioni più strutturate come le consulenze in psicologia giuridica. Per facilitare il lavoro in setting clinico e psicoterapeutico propongo i link ai questionari WHOQOL-BREF (anche da questo link) e WHODAS 2.0 – 36 item (anche da questo link). Dal sito Altreadolescenze è possibile scaricare inoltre un File Excel per il calcolo automatico dei singoli questionari che permette l’inserimento dei singoli item, il calcolo delle medie per dominio, la trasformazione su scala 0–100, grafici e sintesi interpretativa utile anche per monitorare i cambiamenti durante la terapia. Nella mia esperienza clinica è utile utilizzare entrambi gli strumenti con lo stesso soggetto. Riporto di seguito una breve descrizione dei due questionari.
WHOQOL-BREF
La qualità di vita percepita nelle aree fisica, psicologica, relazionale e ambientale
Il WHOQOL-BREF misura come la persona valuta la propria vita e il proprio benessere dopo un evento stressante o traumatico. composto da 26 item su scala 1–5, organizzati in quattro domini:
- Salute fisica (energia, affaticabilità, dolore, attività quotidiane)
- Salute psicologica (autostima, affetti positivi/negativi, immagine corporea)
- Relazioni sociali (supporto, vita affettiva o intimità)
- Ambiente (sicurezza, risorse, opportunità di svago, qualità del contesto)
Sono presenti anche due item globali:
- “Come valuta la sua qualità di vita?”
- “Quanto è soddisfatto della sua salute?”
Quando è utile nel lavoro clinico? Quando c’è un calo generalizzato del benessere difficile da definire. Quando la persona dice “sto male” ma non riesce a localizzare il cambiamento. Quando il trauma ha un impatto diffuso (scuola, lavoro, relazioni, corpo). Quando si vuole monitorare nel tempo l’efficacia di un percorso terapeutico.
Come si somministra? autosomministrato o in forma di intervista semi-strutturata; 5–10 minuti; utilizzabile con adolescenti ≥ 15 anni (dai 12 ai 14 è preferibile una versione youth).
Interpretazione: I punteggi dei quattro domini vengono trasformati su scala 0–100: 0 = qualità di vita molto scadente; 100 = qualità di vita molto alta. Questa trasformazione rende possibile un confronto immediato tra le diverse aree della vita della persona.
WHODAS 2.0 – 36 item
Il funzionamento quotidiano secondo il modello ICF
Il WHODAS è la misura OMS del funzionamento reale nelle ultime quattro settimane. Valuta sei aree centrali:
- Cognizione (concentrazione, comunicazione)
- Mobilità (spostarsi, camminare)
- Cura di sé (lavarsi, vestirsi, mangiare)
- Relazioni interpersonali
- Vita domestica / attività quotidiane
- Partecipazione (ruoli sociali, coinvolgimento, vita comunitaria)
Ogni item va da 1 (nessuna difficoltà) a 5 (difficoltà estrema).
Quando è utile nel lavoro clinico? Quando la persona mantiene un buon insight emotivo ma fa fatica a “funzionare”. In casi di ritiro sociale o riduzione delle attività. Quando il trauma ha inciso sulla partecipazione alla vita scolastica/lavorativa. Quando è necessario capire se ci sono aree non esplicitate nel colloquio. Per descrivere in modo condivisibile il livello di autonomia e partecipazione.
Somministrazione: tempo: 10–15 minuti; autosomministrato, intervista clinica o intervista proxy; valido per adulti e adolescenti ≥ 15 anni (13–14 solo se pienamente comprensibile).
Interpretazione: media grezza 1–5, trasformazione OMS 0–100, profilo dei sei domini. Il WHODAS permette di visualizzare rapidamente quali aree della vita sono più compromesse: un colpo d’occhio estremamente utile sia in clinica che nei percorsi integrati.
Perché WHOQOL e WHODAS sono particolarmente utili dopo un trauma
Due persone che hanno vissuto lo stesso evento traumatico possono mostrare configurazioni molto diverse. Ad esempio è possibile che una mantenga il funzionamento ma riferisca un profondo calo del benessere, che un’altra mantenga la percezione di “star bene” ma abbia gravi difficoltà nella partecipazione sociale, che infine un’altra ancora alterni momenti di lucidità a fasi di forte ritiro.
WHOQOL e WHODAS permettono di distinguere: il vissuto soggettivo (WHOQOL), l’impatto sul funzionamento reale (WHODAS), la coerenza o discrepanza tra le due dimensioni. Si tratta di strumenti che completano la valutazione clinica, non che la sostituiscono: in particolare quando il trauma non è facilmente verbalizzabile, o quando la persona tende a minimizzare, confondere o amplificare certi aspetti.
Bibliografia essenziale
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World Health Organization. (2001). International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). Geneva: WHO. (Modello teorico su cui si basa il WHODAS 2.0)
World Health Organization. (2010). Measuring Health and Disability: Manual for WHO Disability Assessment Schedule WHODAS 2.0. Geneva: WHO. (Manuale ufficiale WHODAS 2.0)
The WHOQOL Group. (1998). Development of the World Health Organization WHOQOL-BREF quality of life assessment. Psychological Medicine, 28(3), 551–558.
De Girolamo, G., Rucci, P., Scocco, P., Becchi, A., Coppa, F., & D’Addario, A. (2000). Quality of life assessment: Validation of the Italian version of the WHOQOL-Bref. Epidemiologia e Psichiatria Sociale, 9(1), 45–55. (Validazione italiana WHOQOL-BREF)
Üstün, T. B., Kostanjsek, N., Chatterji, S., & Rehm, J. (Eds.). (2010). Measuring Health and Disability: Manual for WHO Disability Assessment Schedule WHODAS 2.0. Geneva: WHO.
Federici, S., Meloni, F., & Vicentini, C. (2023). Psychometric properties of the Italian proxy version of the WHODAS-Child for autism spectrum disorder. Journal of Intellectual Disability Research. (Adattamento italiano preliminare del WHODAS-Child)
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