Chi è un hikikomori? Nuove interpretazioni di un fenomeno in buona parte ancora sconosciuto

Fiorenzo Ranieri

Sebbene il concetto di hikikomori sia ormai diffuso nel mondo della psicologia clinica e della psichiatria come in quello della sociologia e della antropologia, permangono molti dubbi su chi sia un hikikomori e quali possano essere i criteri che consentano di riconoscere in modo univoco questa particolare forma di ritiro sociale. Il dibattito sugli hikikomori, sviluppandosi e approfondendosi anche grazie a ricerche e studi clinici, sta via via portando a nuovi modelli che mettono in crisi la rappresentazione iniziale di questo fenomeno. Nelle pubblicazioni degli addetti ai lavori compaiono nuove visioni sempre più articolate e dinamiche. In tal senso l’articolo pubblicato da Kato, Kanba e Teo nel 2019 è di sicuro interesse. Di seguito uno stralcio dell’articolo in cui gli autori si soffermano sui criteri per l’assessment (rif. bibl.: Kato, T. A., Kanba, S., & Teo, A. R. (2019). Hikikomori: Multidimensional understanding, assessment, and future international perspectives. Psychiatry and clinical neurosciences, 73(8), 427-440).

Modello multidimensionale delle condizioni di hikikomori

Fino a questo punto [dell’articolo] abbiamo delineato le basi mentali e sociali che danno origine all’hikikomori e alle condizioni simili all’hikikomori. In realtà, la maggior parte delle persone con hikikomori presenta vari sintomi/segni psichiatrici ed è importante fare una valutazione multiassiale. La nostra attuale concettualizzazione dell’hikikomori nel campo della psichiatria è proposta nella figura 1. Supponiamo che anche in assenza di una chiara diagnosi di disturbi psichiatrici, molte persone con hikikomori si trovino in una “zona grigia” e il fatto che non sia stata diagnosi formale di disturbi psichiatrici non equivale all’assenza di sofferenza mentale (distress); quindi, crediamo fortemente che, soprattutto, si debba tenere in debito conto questa sofferenza. Continua a leggere Chi è un hikikomori? Nuove interpretazioni di un fenomeno in buona parte ancora sconosciuto

L’ Hikikomori Risk Inventory (HRI-24), un questionario italo – giapponese per valutare il rischio di ritiro sociale nei paesi occidentali e orientali

Fiorenzo Ranieri

Yura Loscalzo, Cristian Nannicini, I-Ting Huai-Ching Liu e Marco Giannini si sono impegnati nella costruzione di un questionario self – report per valutare il rischio di ritiro sociale in adolescenti e adulti. Lo strumento è stato costruito in tre fasi con una grande attenzione metodologica e l’utilizzo di raffinate tecniche psicometriche. Il campione è costituito da soggetti italiani e giapponesi. Il risultato finale è uno strumento agile, utilizzabile anche nell’ambito di un colloquio clinico, utile per lavori di ricerca e per progetti di prevenzione. Di seguito riporto paragrafi dell’articolo originario per illustrare le caratteristiche del questionario.

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Il questionario IPPA per la misura dell’attaccamento dell’adolescente ai genitori e ai pari

Fiorenzo Ranieri

L’Inventario per l’Attaccamento ai Genitori ed ai Pari (IPPA – Armsden e Greenberg, 1987, 1989) è uno strumento self-report rivolto agli adolescenti che misura l’attaccamento rispetto alla madre, al padre ed ai pari. L’IPPA è utilizzato per lo più per ottenere una misura globale del livello di Sicurezza (o forza) dell’Attaccamento.

Il modello di riferimento è la Teoria dell’Attaccamento che ha origine dalle ricerche e dalle teorizzazioni di John Bowlby (1969, 1980). Questa teoria dà risalto al ruolo delle rappresentazioni delle prime esperienze affettive e ne sottolinea l’influenza nei confronti dello sviluppo individuale. La prospettiva evolutiva, condivisa da questo paradigma, con particolare riferimento al concetto di Modelli Operativi Interni, pone l’accento sulla costruzione di uno “stato della mente” legato all’interiorizzazione delle caratteristiche salienti della relazione caregiver-bambino (Main, Goldwyn e Hesse, 2002) che avrà influenza sulla formazione delle relazioni affettive negli anni successivi.

L’adolescenza, in questa prospettiva, costituisce una fase del ciclo vitale peculiare. Se da un lato, infatti, si verificano una serie di ristrutturazioni e cambiamenti dei Modelli Operativi Interni che hanno l’effetto di facilitare il processo di autonomizzazione e distanziamento dalle figure parentali e l’accesso ad un’identità adulta, dall’altro lato è stato sottolineato come queste trasformazioni si compiano partendo dalla base e dai presupposti delle relazioni significative della storia personale (Allen e Land, 1999; D’Isidori, Tambelli e Zavattini, 2001; Zavattini, 2002; Bacchini, Affuso, Esposito e Mercurio, 2004; Grossman, Grossman e Kindler, 2005, Sroufe, 2005).

La ricerca empirica nell’ambito della teoria dell’attaccamento ha sviluppato una serie di strumenti che consentono di valutare l’influenza dei modelli d’attaccamento nelle relazioni significative degli adulti. Tali metodi di indagine non sono rivolti in maniera specifica agli adolescenti. Di particolare rilievo è apparsa, pertanto, l’elaborazione del questionario Inventory of Parent and Peer Attachment – IPPA. Continua a leggere Il questionario IPPA per la misura dell’attaccamento dell’adolescente ai genitori e ai pari

Simposio: Diagnosi psicologica in adolescenza

2° Convegno Nazionale di Neuropsicopatologia – Arezzo 21 – 23 giugno 2019

Domenica 23 giugno ore 14 – 18: Simposio: Diagnosi psicologica in adolescenza Chairman: Fiorenzo Ranieri

Si stima, sulla base della letteratura scientifica che per il 10 – 15% dei preadolescenti e adolescenti compresi tra i 12 e i 18 anni sarebbe utile una valutazione psicologica. Molti ragazzi e ragazze infatti manifestano difficoltà o disturbi emotivi, relazionali, comportamentali. L’assessment durante la fase evolutiva dell’adolescenza richiede particolare attenzione e cautela per l’estrema variabilità sia nell’espressività che nella frequenza e intensità dei sintomi. Spesso poi sintomatologie o segnali di disagio si sovrappongono pur rappresentando quadri molto diversi tra loro, che il clinico deve saper riconoscere e trattare in modo differenziato. Il simposio “Diagnosi psicologica in adolescenza” parte dal presupposto che una diagnosi corretta è fondamentale e si pone l’obbiettivo di offrire ai partecipanti occasioni di stimolo e riflessione sulla base di una disamina della letteratura scientifica, di dati epidemiologici appositamente raccolti, di casi clinici tratti dalla esperienza dei relatori.

Relatori:

Fiorenzo Ranieri: “Introduzione: luci ed ombre dell’assessment psicologico dell’adolescente”

Valentina Di Chiara: “Gli adolescenti nel DSM 5”

Lucia Babbini – Fiorenzo Ranieri: “Dalla diagnosi alla epidemiologia: una ricerca su un campione clinico condotta con l’MMPI A”

Susanna Giaccherini: “Assessment pluridisciplinari: la diagnosi nei casi complessi”

Elisabetta Bellagamba: “Per una valutazione psicodinamica dell’adolescente”

Valentina Cocci: “Gioco d’azzardo e dipendenze patologiche: il caso specifico dell’adolescenza”

Valentina Busonero: “La diagnosi dell’adolescente inserito in comunità terapeutica”

http://www.sinepsip.it/convegno-nazionale-di-neuropsicopatologia-2019/

Profili del test MMPI A di un campione di adolescenti in trattamento psicologico

 – Fiorenzo Ranieri e Lucia Babbini

Le slide che seguono riportano uno studio descrittivo/osservazionale di tipo retrospettivo, una indagine basata su un campione di 85 adolescenti aretini che si sono rivolti all’UFSMIA nel quadriennio tra il secondo semestre 2013 e il secondo semestre 2018 completando la valutazione psicodiagnostica. Tutti gli adolescenti del campione hanno risposto al test MMPI A e sono poi stati indirizzati ad un programma terapeutico – riabilitativo.

Le diagnosi ricavate dalle cartelle cliniche sono state raggruppate in 4 sottogruppi seguendo lo schema proposta dal manuale PDM-2 (Lingiardi – McWilliams 2018):

  • Spettro internalizzante (personalità depressive, dipendenti, ansioso – evitante e fobiche, ossessivo compulsive, somatizzanti, schizoidi)
  • Spettro esternalizzante (personalità isterico – istrioniche, narcisistiche, paranoidi, psicopatiche, sadiche)
  • Disturbo borderline di personalità
  • «Diagnosi Z» (nessun disturbo ma problemi correlati ad eventi di vita negativi dell’infanzia e/o problemi di altro tipo correlati al gruppo correlato di supporto [Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica – DSM5])

Sono state calcolate le medie dei punteggi al test dell’intero campione e di diversi sottogruppi di pazienti (pazienti con disturbi internalizzanti, esternalizzanti borderline, “diagnosi Z”; pazienti con un Disturbo Specifico degli Apprendimenti (DSA); pazienti provenienti da una Comunità, pazienti che abbandonano il programma terapeutico – riabilitativo (drop out).Per ogni sottogruppo della ricerca è stato ottenuto un report con il software RIO della Hogrefe. RIO è un sofisticato sistema interpretativo online dell’MMPI che assicura un’analisi configurazionale del profilo evitando così i più comuni errori interpretativi dovuti a errata metodologia interpretativa, ridondanza dei valori, contraddizioni, incoerenze o procedure non adeguate o non scientificamente validate. Nelle slides sono riportati i grafici con i principali risultati ottenuti per singolo sottogruppo. Continua a leggere Profili del test MMPI A di un campione di adolescenti in trattamento psicologico

Adolescenti in trattamento psicologico: una indagine epidemiologica descrittiva

Fiorenzo Ranieri –

L’articolo “Adolescenti in trattamento psicologico – una indagine epidemiologica descrittiva” scritto da Fiorenzo Ranieri, Lucia Babbini, Elisabetta Bellagamba e Valentina Di Chiara e pubblicato dalla rivista Il Cesalpino, nasce da una indagine retrospettiva sugli adolescenti che si sono rivolti al Servizio di Salute Mentale aretino (UFSMIA). Sono stati analizzati i percorsi clinici di 60 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni che hanno completato la valutazione psicodiagnostica e sono stati avviati ad un programma terapeutico – riabilitativo. È stata descritta la distribuzione per diagnosi dei soggetti. L’articolo riporta poi per ogni sottogruppo diagnostico il profilo medio al test di personalità MMPI A con relativo codice di Butcher e Williams, l’incidenza di Disturbi Specifici dell’Apprendimento nel campione, il tipo di trattamento avviato e la ripartizione dei casi di Drop Out. Lo studio offre informazioni utili per orientare le equipe curanti nelle scelte dei programmi terapeutico – riabilitativi. Articolo scaricabile dalla pagina della rivista Il Cesalpino  e da questol link.

Slide dal corso “Nuove forme del disagio giovanile: strumenti di comprensione e intervento”

Note introduttive

Spesso i Servizi Pubblici sono chiamati ad ascoltare e accogliere la sofferenza dei giovani e la sofferenza correlata delle loro famiglie. La famiglia, la scuola, il mondo del lavoro, la giustizia indirizzano ai Servizi soggetti sofferenti come in una specie di imbuto in cui si riversa il confusivo disagio che caratterizza la fascia adolescenziale contemporanea. La complessità del tutto naturale del vivere sembra essere diventata patologica e pertanto necessariamente bisognevole di una risposta tecnica sotto forma di psicoterapia o di un qualche trattamento farmacologico. Se disagio giovanile è il fatto veramente nucleare di questo tempo storico, i professionisti della Salute Mentale non possono più ignorarlo etichettandolo semplicemente come fenomeno non patologico. Vanno promossi momenti di confronto e approfondimento su questo tema tra operatori.

Slide

abbandono scolastico e ritiro sociale – Fiorenzo Ranieri

disagio giovanile – Fiorenzo Ranieri

famiglia – Susanna Giaccherini

la prevenzione del disagio giovanile – La prospettiva di un servizio di salute mentale per adulti – Susanna Giaccherini

nuove dipendenze – Valentina Cocci

nuove forme del disagio giovanile – Nicoletta Bosco

nuove forme di assenza genitoriale – Valentina Galastri

visibilità vergogna – Cristina Cecchini

L’ Hikikomori Questionnaire (HQ-25), uno strumento per la valutazione del ritiro sociale acuto

Fiorenzo Ranieri –

Il fenomeno hikikomori è una forma di grave ritiro sociale, un tema emergente in salute mentale per il quale mancano strumenti di misurazione convalidati. I tipici soggetti hikikomori sono maschi, adolescenti o giovani uomini adulti che si orientano verso l’isolamento in un contesto di difficoltà scolastiche, dinamiche familiari difficili e/o altri fattori di stress psicosociali. Sono individui che consumano quantità esorbitanti di tempo rimanendo chiusi nelle loro camere da letto. Una revisione sistematica della letteratura ha rilevato che questo fenomeno potrebbe essere il risultato di problemi incorsi durante lo sviluppo, come la presenza di un attaccamento insicuro tra bambino e care – giver. Ricerche condotte con piccoli gruppi hanno suggerito che gli hikikomori hanno spesso alti livelli di solitudine e mancano di sostegno sociale nel contesto in cui vivono. La comorbidità del ritiro con sintomi di depressione o altre problematiche psichiatriche sono comuni.

Partendo dal fatto che c’è un grande bisogno di strumenti che possano aiutare la valutazione e l’individuazione di hikikomori in Giappone, Alan R. Teo e un gruppo di suoi collaboratori hanno sviluppato una scala di “self-report” per persone hikikomori, valutandone le proprietà psicometriche e la validità come strumento diagnostico.

Dr Alan Teo – http://dralanteo.com

Il questionario “Hikikomori Questionnaire (HQ-25)” è composto da 25 item suddivisi in tre sotto-scale: socializzazione (11 item), isolamento (8 item) e supporto emotivo (6 item).

Ecco alcuni degli item utilizzati: Sto lontano dalle altre persone; Adoro incontrare nuove persone; Le persone mi danno fastidio; Mi sento a disagio per le altre persone. Trascorro la maggior parte del mio tempo a casa; Mi sono chiuso nella mia stanza; Trascorro la maggior parte del mio tempo da solo; Non c’è davvero nessuno con cui discutere questioni importanti; Ci sono persone nella mia vita che cercano di capirmi.

La risposta a ogni singolo item si colloca su una scala che va da 0 (fortemente in disaccordo) a 4 (fortemente d’accordo). Sono stati inclusi item in forma negativa per ridurre bias dovuti ad acquiescenza. Il punteggio individuale totale va da 0 a 100. Un cut – off di 42 punti su 100 è stato associato a una sensibilità del 94%, specificità del 61% e valore predittivo positivo del 17%.

Alla ricerca ha partecipato un campione di 399 partecipanti di età compresa tra i 15 e i 50 anni raccolti da contesti clinici (pazienti) e della comunità (volontari). Le proprietà psicometriche sono state valutate con l’analisi fattoriale; la validità diagnostica è stata ulteriormente valutata confrontando la scala del singolo test con un colloquio diagnostico semi-strutturato. La coerenza interna, la affidabilità test-retest e la validità convergente sono risultate del tutto soddisfacenti.

In conclusione il questionario Hikikomori a 25 item (HQ-25), sembra possedere proprietà psicometriche robuste e accuratezza diagnostica in un campione iniziale di giapponesi adulti. Il questionario può essere utile sia per individuare soggetti che non hanno ricevuto alcun tipo di supporto o trattamento clinico, ma anche come strumento per la psicoterapia, (per Teo e colleghi il trattamento privilegiato in questi casi) offrendo indicazioni sulle aree (sotto-scale) che richiedono maggior intervento psicologico.

Gli autori assicurano che saranno condotte ulteriori ricerche sulle proprietà psicometriche dell’Hikikomori Questionnaire (HQ-25) e sulla sua capacità di supportare la valutazione clinica di persone in ritiro sociale acuto.

Teo, A. R., Chen, J. I., Kubo, H., Katsuki, R., Sato‐Kasai, M., Shimokawa, N., … & Kato, T. A. (2018). Development and Validation of the 25‐item Hikikomori Questionnaire (HQ‐25). Psychiatry and clinical neurosciences. doi:10.1111/pcn.12691