Place identity: dalla frammentazione traumatica alla ricomposizione in psicoterapia

Fiorenzo Ranieri

Introduzione

I luoghi possono essere intesi come contesti di vita, concentrazioni di relazioni e pratiche sociali, aree di esperienza e significato. In tal senso, influenzano il nostro modo di pensare, la nostra coscienza, il corso della nostra vita, le nostre strutture sociali, la nostra salute e il nostro benessere.

La “place identity”, concetto nato in ambito ambientalista e psicologico-sociale (Proshansky et al.,1983) è una componente della identità personale che trae origine dalla relazione con i luoghi fisici, affettivi e simbolici della esistenza. Chiamata anche “identità ambientale” (Ranieri, 2022), non è una mappa fissa del mondo, ma una geografia soggettiva del Sé, plasmata dall’attaccamento emotivo, dalla perdita e dalla trasformazione. La place identity non è un archivio lineare di luoghi passati, ma una rete viva che si riattiva nella memoria, nel sogno e nel gioco. Essa offre una cornice relativamente stabile all’elaborazione del Sé nei diversi momenti dello sviluppo. La formazione della place identity non è lineare ma piuttosto determinata da intrecci di connessioni, discontinuità, linee di fuga, in altre parole ha uno sviluppo rizomatico. In questo percorso della formazione dell’identità i luoghi interagiscono con il soggetto seguendo una organizzazione non gerarchica fatta di connessioni emotive frequentemente impreviste. Continua a leggere Place identity: dalla frammentazione traumatica alla ricomposizione in psicoterapia

Valutare il trauma: i questionari WHOQOL-BREF e WHODAS 2.0 per adulti e adolescenti

Fiorenzo Ranieri

Nel lavoro clinico con adulti e adolescenti, una delle principali sfide è comprendere come un evento traumatico o eccessivamente coinvolgente abbia modificato la vita di una persona. Non parliamo soltanto dei sintomi, ma dello sconvolgimento della continuità esistenziale: relazioni, energia, funzionamento quotidiano, percezione di sé, capacità di immaginare il futuro. È un cambiamento spesso silenzioso, che non  sempre emerge nei colloqui iniziali e che può restare sommerso per mesi, a volte anni. Nell’approccio psicoterapeutico, il colloquio clinico rimane lo strumento principale per cogliere: la dimensione soggettiva del trauma, il modo in cui la persona ne parla (o non ne parla), la qualità delle sue relazioni, i vissuti corporei e affettivi legati all’esperienza, la capacità di rappresentarla mentalmente. L’incontro clinico – soprattutto in adolescenza – è lo spazio in cui il terapeuta può osservare direttamente aspetti che nessun questionario riesce a catturare: oscillazioni emotive, modalità difensive, micro-ritiri, improvvisi vuoti attentivi quando si sfiora un ricordo difficile. Accanto al colloquio, alcuni strumenti possono offrire un punto di vista complementare: non sostituiscono la relazione terapeutica, ma permettono di esplorare aree che spesso restano oscure, perché la persona non sa come descriverle, non pensa siano importanti, le minimizza o le normalizza, perché emergono solo se indagate con domande specifiche.

Strumenti brevi, somministrabili anche come colloqui semi-strutturati, permettono di entrare con delicatezza – e con un linguaggio condiviso a livello internazionale – nelle dimensioni più colpite da un trauma: funzionamento quotidiano, qualità della vita percepita, partecipazione sociale, sensazione di essere ancora “se stessi”. Continua a leggere Valutare il trauma: i questionari WHOQOL-BREF e WHODAS 2.0 per adulti e adolescenti

Bambini e ragazzi: tra ritiro sociale e ritiro psichico – prevenire le conseguenze del Covid-19

Fiorenzo Ranieri
Incontro programmato per il 15 febbraio ore 21 – 23
Interverranno:
Silvia Peruzzi
Fiorenzo Ranieri

ASCOLTARE LE EMOZIONI E RICONOSCERE I BISOGNI

https://youtu.be/xf9AXd9Pt3M

Webinar 10 giugno ore 21.00 – Ascoltare le emozioni, riconoscere le emozioni

Il webinar è rivolto a genitori con figli nella fascia età 11-17

I genitori possono interagire con l’esperto scrivendo a: https://wa.me/message/VSJAMS2N6IQNH1 Ciclo di webinar gratuiti sulla genitorialità organizzati nell’ambito di “Vagabondi efficaci”, progetto selezionato da Con i Bambini – Fondo della povertà educativa minorile

Nuove forme del disagio giovanile: strumenti di comprensione e intervento

Evento Formativo riservato al personale Az Usl Toscana Sud Est – Sede Sala Conferenze Biblioteca Ospedale S. Donato Arezzo

Fiorenzo Ranieri

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA STANZA DI ERIC”

Presentazione del libro “La stanza di Eric” di Ismaela Evangelista

Sabato 3 dicembre 2016 – ore 17,00

Mondadori Bookstore – Libreria Mondadori – Via Roma 15   Arezzo

Introduzione di Fiorenzo Ranieri

Elisabetta Bellagamba e Valentina Di Chiara conversano con l’autrice

eric

(tratto dal sito della casa editrice Les Flâneurs Edizioni )

Eric è un diciassettenne bello, intelligente e promettente, a cui apparentemente non manca nulla quando, dinanzi ai disagi della realtà, all’improvviso si rifiuta di andare a scuola e sceglie di chiudersi nella sua stanza.
I genitori assistono impotenti al ritiro del figlio, nessuno riesce a piegare la sua ostinata decisione. La stanza diventa il luogo privilegiato da cui il ragazzo, protagonista e voce narrante, osserva il mondo fuori dalla finestra ed esplora la propria psiche. Chiudendosi salvaguarda se stesso, il suo corpo, si difende dalla vergogna che lo attanaglia, ma non conquista il suo posto nella società. Le settimane diventano mesi e i mesi anni, Eric, ormai adulto, nuota avanti e indietro nel fiume navigabile della sua memoria, pescando ricordi e pensieri che trascrive sul pavimento con l’incertezza di un provetto scrittore: la famiglia, la scuola, i professori, gli amici, gli atti di violenza, il reparto di psichiatria e l’istinto suicida. La stanza di Eric non è solo un diario interiore, è anche il bisogno di raccontarsi nel tentativo di individuare le cause della chiusura e di comprendere la propria identità. Continua a leggere PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA STANZA DI ERIC”