Il ritiro psichico e il maladaptive daydreaming negli adolescenti e nei giovani adulti

Fiorenzo Ranieri

Il ritiro psichico rappresenta una delle esperienze più enigmatiche e feconde dello sviluppo adolescenziale. È il movimento con cui la mente si ritrae dal mondo esterno per abitare un altrove interno, popolato da immagini, fantasie e scenari che assumono valore di rifugio, protezione o compensazione. In questa soglia tra mondo interno e mondo esterno, tra pensiero e azione, si colloca il fenomeno del maladaptive daydreaming: una forma di attività immaginativa intensa e immersiva che può divenire, quando perde la funzione simbolica e relazionale, un vero e proprio ritiro psichico.

Dal ritiro sociale al ritiro psichico

Negli ultimi decenni il fenomeno dell’hikikomori ha portato l’attenzione sul ritiro sociale visibile: giovani che si isolano fisicamente, rinchiudendosi nella propria stanza, interrompendo relazioni e attività. Tuttavia, il ritiro osservabile è spesso l’epilogo di un processo più profondo, interno e invisibile: un ritiro psichico che precede e fonda quello comportamentale. Il soggetto si allontana progressivamente dall’esperienza condivisa, rifugiandosi in un mondo mentale auto-costruito, in cui può mantenere un senso di controllo e coerenza identitaria. Senza questa regressione immaginativa, nessun ritiro sociale duraturo sarebbe possibile: il corpo può isolarsi solo dopo che la mente si è già ritirata.

Continua a leggere Il ritiro psichico e il maladaptive daydreaming negli adolescenti e nei giovani adulti