Il corpo hikikomori

Fiorenzo Ranieri

Intervento presentato al Convegno “Solitudine e relazioni” organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Toscana il 22 e 23 gennaio 2026 (atti disponibili all’indirizzo:

https://www.fondazionepsicologi.it/quaderni/solitudine-e-relazioni-volume-2/)

Introduzione

Questo contributo propone alcune riflessioni sul rapporto che adolescenti e giovani adulti in autoreclusione volontaria chiamati in letteratura “hikikomori” intrattengono con il proprio corpo. Le osservazioni derivano dalla mia esperienza clinica e dalle informazioni ricavate dalla letteratura scientifica. Gli spunti poi emersi nel seminario annuale Il fenomeno Hikikomori – Una prospettiva psicoanalitica del ritiro psichico e sociale nel ciclo di vita, organizzato dal Centro Studi Martha Harris di Firenze e co-condotto con la dott.ssa Miriam Monticelli si sono rivelati molto utili.

Quando incontriamo adolescenti e giovani adulti in ritiro sociale, ciò che colpisce non è soltanto l’assenza dal mondo, ma una particolare modalità di presenza corporea. Il corpo c’è — ma come sottratto, come sospeso, come se dovesse passare inosservato. Continua a leggere Il corpo hikikomori

Place identity: dalla frammentazione traumatica alla ricomposizione in psicoterapia

Fiorenzo Ranieri

Introduzione

I luoghi possono essere intesi come contesti di vita, concentrazioni di relazioni e pratiche sociali, aree di esperienza e significato. In tal senso, influenzano il nostro modo di pensare, la nostra coscienza, il corso della nostra vita, le nostre strutture sociali, la nostra salute e il nostro benessere.

La “place identity”, concetto nato in ambito ambientalista e psicologico-sociale (Proshansky et al.,1983) è una componente della identità personale che trae origine dalla relazione con i luoghi fisici, affettivi e simbolici della esistenza. Chiamata anche “identità ambientale” (Ranieri, 2022), non è una mappa fissa del mondo, ma una geografia soggettiva del Sé, plasmata dall’attaccamento emotivo, dalla perdita e dalla trasformazione. La place identity non è un archivio lineare di luoghi passati, ma una rete viva che si riattiva nella memoria, nel sogno e nel gioco. Essa offre una cornice relativamente stabile all’elaborazione del Sé nei diversi momenti dello sviluppo. La formazione della place identity non è lineare ma piuttosto determinata da intrecci di connessioni, discontinuità, linee di fuga, in altre parole ha uno sviluppo rizomatico. In questo percorso della formazione dell’identità i luoghi interagiscono con il soggetto seguendo una organizzazione non gerarchica fatta di connessioni emotive frequentemente impreviste. Continua a leggere Place identity: dalla frammentazione traumatica alla ricomposizione in psicoterapia

Il corpo negato degli hikikomori: articolo pubblicato dal Journal of Child Psychotherapy

Pubblicato l’articolo “The denied body: clinical and countertransference dynamics in hikikomori withdrawal” [Il corpo negato: clinica e controtransfert nel ritiro hikikomori] sul numero di marzo 2026 della rivista Journal of Child Psychotherapy https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/0075417X.2026.2639574 )

Di seguito l’abstract in italiano:

“Il ritiro sociale chiamato hikikomori rappresenta una condizione clinica complessa, in cui il corpo è spesso reso silente e sottratto allo scambio relazionale. L’articolo esplora il ruolo della dimensione corporea nella psicoterapia psicoanalitica con adolescenti e giovani adulti, con particolare attenzione alle reazioni controtransferali del terapeuta. Il concetto di rifugio della mente  viene utilizzato per comprendere come il corpo diventi il principale veicolo di comunicazioni non simbolizzabili. Partendo dal presupposto che l’enactment è il linguaggio del rifugio, attraverso vignette cliniche viene mostrato come questo processo possa rappresentare un momento trasformativo se riconosciuto e elaborato nel campo analitico. La funzione di contenimento consente di trasformare gli elementi evacuati nel corpo in pensieri condivisibili, riaprendo uno spazio relazionale. Viene sottolineata l’importanza di mantenere viva l’attenzione al corpo del paziente hikikomori per restituire significato a ciò che non può essere detto, e per riattivare la possibilità di legame con l’Altro“.

Parole chiave: Hikikomori; Corpo e psicoterapia; Rifugio della mente; Controtransfert; Enactment

Ranieri, F. (2026). The denied body: clinical and countertransference dynamics in hikikomori withdrawal. Journal of Child Psychotherapy, 1–16. https://doi.org/10.1080/0075417X.2026.2639574

Due sguardi psicoanalitici sull’hikikomori: le tesi di Mohr e Urani

Fiorenzo Ranieri

In questi giorni mi sono imbattuto in due interessanti tesi di dottorato presentate al Tavistock & Portman NHS Foundation Trust, Shut in and cut off di Petra A. M. Mohr (2019) e Socially withdrawn young people di Margherita Urani (2023). Entrambe le ricerche offrono uno sguardo profondo e psicoanalitico sul tema della autoreclusione volontaria basandosi su interviste a psicoterapeuti infantili e dell’adolescenza che hanno lavorato direttamente con pazienti hikikomori. Le due tesi sono una ampia fonte di informazioni sui comportamenti, le esperienze e i processi mentali dei pazienti. I terapeuti intervistati raccontano le loro esperienze cliniche, i vissuti soggettivi dei pazienti e le complesse dinamiche controtransferali che emergono nel lavoro terapeutico.

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